Indice dei contenuti
Comunicazione è una delle aree più richieste fra i corsi online, e anche una di quelle in cui il titolo, da solo, conta meno. Non esistono albi né esami di Stato: nessuna barriera all’ingresso, ma nemmeno nessuna protezione. Chi seleziona guarda cosa hai fatto, e questo cambia il modo in cui conviene affrontare il percorso.
Nel catalogo delle università telematiche riconosciute dal MUR ci sono 25 corsi riconducibili a quest’area, distribuiti su sette atenei. Non sono però la stessa cosa: sotto il nome “comunicazione” convivono classi di laurea diverse, con sbocchi che divergono parecchio.
Le classi, che sono la cosa da guardare per prima
La triennale di riferimento è la L-20, scienze della comunicazione. Da lì in poi le magistrali si dividono per obiettivo, ed è qui che si decide dove si andrà a finire.
La LM-59 guarda alla comunicazione d’impresa e al marketing. La LM-19 all’editoria e all’informazione, ed è quella più vicina al mondo giornalistico. La LM-92 è la più teorica: prepara ad analisi e strategia più che alla produzione.
Nel catalogo compaiono anche percorsi delle classi linguistiche — LM-38 e LM-39 — che di comunicazione hanno il nome ma un’impostazione diversa, centrata sulle lingue. Vale la pena non confonderli.
Il valore del titolo
Gli atenei telematici accreditati dal MUR rilasciano titoli con lo stesso valore legale di quelli statali: davanti a un concorso pubblico o a un ordine professionale non c’è distinzione. Quello che cambia è come si studia, non quanto vale il pezzo di carta.
Sul mercato privato la faccenda è più sfumata, e non per una questione di riconoscimento: in quest’area chi assume guarda il portfolio prima del curriculum, e questo vale per un laureato telematico come per uno di un ateneo statale.
Chi eroga cosa
I sette atenei con corsi in quest’area sono Guglielmo Marconi, Mercatorum, eCampus, IUL, Uninettuno, Niccolò Cusano e Pegaso. L’offerta è distribuita in modo disomogeneo: alcuni hanno più indirizzi della stessa classe, altri un solo corso.
Le differenze che pesano davvero nella scelta sono tre: quali indirizzi offre l’ateneo dentro la classe che ti interessa, quanto riconosce dei crediti che hai già, e dove sono le sedi d’esame — perché le prove si sostengono in presenza e la distanza incide più di quanto sembri all’iscrizione. Puoi confrontarli tutti nella pagina dell’area comunicazione.
Quanto dura, davvero
Tre anni la triennale, due la magistrale: sono i tempi sulla carta. Quelli reali dipendono da due variabili, e nessuna delle due riguarda la difficoltà degli esami.
La prima è il riconoscimento dei crediti già acquisiti. Chi ha una carriera universitaria interrotta alle spalle, anche di anni fa, può vedersi convalidare una quota di esami che accorcia il percorso in modo sostanziale. La valutazione è gratuita e va chiesta prima di immatricolarsi, quando può ancora cambiare il piano di studi.
La seconda è l’organizzazione personale. Senza un orario imposto dall’esterno il rischio è rimandare, e gli abbandoni si concentrano nel primo anno. Chi si dà due o tre finestre fisse in settimana arriva in fondo; chi studia quando capita, di solito, allunga.
Cosa serve per iscriversi
Il diploma di scuola secondaria di secondo grado, di qualunque indirizzo, e per le magistrali una triennale con i requisiti curriculari previsti dal regolamento. Per la gran parte dei corsi non c’è test selettivo e l’immatricolazione resta aperta durante tutto l’anno accademico.
Se hai esami universitari alle spalle, raccogli il certificato con gli esami sostenuti e i settori disciplinari: è il documento su cui si basa il riconoscimento dei crediti, e averlo pronto accelera tutto.
La cosa che fa la differenza, e non è nel piano di studi
In un settore senza albi, quello che si porta a un colloquio è il lavoro fatto. Un progetto editoriale vero, dei canali gestiti con numeri verificabili, una campagna di cui sai spiegare i risultati valgono più della media dei voti.
Le certificazioni delle piattaforme pubblicitarie e di analisi web sono gratuite o quasi, si prendono durante gli studi e sono fra le prime cose che un selezionatore verifica quando in curriculum non c’è ancora esperienza. Chi esce dalla laurea con qualcosa da mostrare parte da una posizione diversa, ed è una scelta che si fa al primo anno, non all’ultimo.
Come possiamo aiutarti
Confrontare sette atenei, i loro indirizzi e le rispettive politiche sul riconoscimento dei crediti richiede tempo. Il nostro servizio di orientamento è gratuito: valutiamo la tua situazione, ti diciamo quali corsi hanno senso per l’obiettivo che hai e cosa puoi aspettarti sul riconoscimento del pregresso. Non vendiamo corsi e non c’è impegno.
Dove verificare per conto tuo
Il riconoscimento di un ateneo si controlla sugli elenchi ufficiali del Ministero dell’Università e della Ricerca, e i piani di studio aggiornati stanno sul sito dell’ateneo. Sono le uniche due fonti che fanno fede: qui spieghiamo come si fa la verifica, in pratica.
Vuoi capire quale corso fa per te?
Guarda i corsi dell’area comunicazione oppure chiedi un orientamento gratuito.
Percorsi collegati a questo argomento
Leggi anche
Diventare Nutrizionista con una Laurea Online: Si Può? Cosa Serve Davvero (2026)
Diventare nutrizionista con una laurea online: quali titoli lo consentono, perché serve l'iscrizione all'albo dei biologi e cosa NON permette di fare una laur
OrientamentoDopo il diploma: università, ITS Academy o lavoro?
Dopo il diploma: università, ITS Academy o lavoro? Le differenze reali, i dati occupazionali a confronto e come si cambia strada senza perdere tempo.
OrientamentoEducatore socio-pedagogico o socio-sanitario: la differenza che decide dove lavorerai
Educatore socio-pedagogico (L-19) o socio-sanitario (L/SNT2): cosa cambia, dove si lavora con ciascuno, quale si può conseguire online e perché non sono equip